
Quante esistenze inutili,
diari di pagine
interamente bianche
senza nessuna annotazione,
o un angolo piegato
a rammentare un attimo
degno d’esser stato vissuto.
(loredana)

Quante esistenze inutili,
diari di pagine
interamente bianche
senza nessuna annotazione,
o un angolo piegato
a rammentare un attimo
degno d’esser stato vissuto.
(loredana)

Le dita battevano
inquiete sul tavolo
scandendo i momenti
che mancavano all’addio.
Sotto la fronte aggrottata,
i pensieri scomposti
di una mente
consumata dal male
produssero parole
che non compresi
e il mormorio indistinto
riecheggia ancora in me.
Nella mia mano il calore
di quella stretta
che ti teneva ancora
aggrappato alla vita.
Rimane il ricordo,
come una foto sfocata
logorata dal tempo.

Ragnatele intangibili di luce
mi destano al mattino
in un letto disfatto
tra lenzuola sgualcite,
che tra le pieghe
conservano ancora
un profumo di notte
con i suoi desideri.
(loredana)

Penetrano come lame
memorie nella mente
e se di giorno
ritornano gli dei
risplendenti di luce
appena si fa notte
un demone malvagio
satura i miei sogni.


E’ un debito la vita le cui rate
scalo giorno per giorno:
un bonus di risate
e interessi saldati
con lacrime salate,
un capitale
che accumulo negli anni
d’esperienza e ricordi.
Io viaggiatrice
di un treno immaginario
aspetto solo l’ultima fermata.
In mano una valigia
che conteneva sogni ormai svaniti
mutatisi in chimere
Nel cuore, il vuoto…
dove memorie antiche
non trovano più casa.


Mormoranti foglie
vibranti nel vento
riverberano aurei riflessi
nella fredda aria
di questi primi giorni di novembre.
(loredana)

Ho rincorso
giorni perduti
rintracciando
tanti ricordi.
Ho percorso
mille sentieri
ritornando
sopra i miei passi.
Ho cercato
in mille stanze:
in esse risuonava
l’eco della mia voce.
Ho frugato
in mille anfratti,
mille angoli bui;
soltanto l’ombra
mi era di compagnia.
Ma tu, dove eri?
Quel che cercavo
l’ho ritrovato infine
in una notte scura
priva di luna,
dentro ai miei sogni.


Autunno
dai colori sfarzosi,
foglie leggere
volteggianti nell’aria
profumata di legna
che arde nei camini,
di uve fermentate,
promesse di vini rutilanti
in calici brillanti.
O autunno
dalle tinte smorzate,
foschie grigiastre,
lievi fumi esalanti
da umidi terreni,
muschi disfatti
con sentori di morte,
rami spogli protesi
verso cieli di cenere.

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